
Torna la rubrica Lo sapevi che… dedicata alle curiosità dal mondo della nautica, tra aneddoti affascinanti e storie sorprendenti. Lo sapevi che in mare la bussola può sbagliare di decine di gradi? E poi cosa è una “medusa immortale”?
IN MARE LA BUSSOLA PUÒ SBAGLIARE DI DECINE DI GRADI
La bussola non indica il nord geografico, ma quello magnetico, e proprio per questo può “sbagliare” in mare aperto. Il campo magnetico terrestre, infatti, non è uniforme: varia da zona a zona e può essere alterato da strutture geologiche come dorsali oceaniche, fondali vulcanici e rocce ricche di ferro.
In alcune aree marine queste anomalie magnetiche possono far deviare l’ago anche di diversi gradi, in casi particolari fino a decine. Per questo la navigazione moderna non si affida più solo alla bussola, ma utilizza sistemi GPS e carte nautiche aggiornate. Tuttavia la bussola resta uno strumento fondamentale di sicurezza, perché non dipende dall’elettronica e continua a funzionare anche in caso di guasto dei sistemi di bordo.
ESISTONO MEDUSE CHE POSSONO TORNARE GIOVANI DOPO ESSERE DIVENTATE ADULTE
La medusa Turritopsis dohrnii, spesso definita “medusa immortale”, è uno degli organismi più straordinari conosciuti nel mondo marino. La sua caratteristica unica è la capacità di invertire il proprio ciclo vitale, un fenomeno rarissimo in natura.
Quando si trova in condizioni di stress, invecchiamento, lesioni o carenze ambientali, non segue il normale processo di morte biologica, ma attiva un meccanismo chiamato transdifferenziazione cellulare. In questo processo, le sue cellule adulte specializzate si trasformano in cellule non specializzate e l’organismo ritorna allo stadio di polipo, una fase giovanile del suo ciclo di vita. Da questo stato può rigenerare una nuova colonia e dare origine a nuove meduse geneticamente identiche.
Il meccanismo teoricamente può ripetersi più volte, rendendo la specie “potenzialmente immortale”. Tuttavia non è immune alla morte: può essere predato, colpito da malattie o danneggiato da condizioni ambientali estreme. La sua immortalità riguarda quindi l’assenza di un vero invecchiamento programmato, non una sopravvivenza infinita garantita.
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